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Per Triangolo Lariano si intende quella porzione triangolare di Prealpi circondata a ovest e ad est dai due rami del Lario (lago di Como a  ovest e ramo di Lecco a est) e a sud dalla linea ideale che unisce i due capoluoghi e che è costeggiata dai cosiddetti laghi briantei: il doppio lago di Annone, separato dalla penisola di Isella, il lago del Segrino, nei pressi di Canzo, il lago di Pusiano, quello di Arosio ed infine verso Como quello di Montorfano. Essi sono considerati laghi intermorenici, ossia collocati tra due morene e quindi  di origine glaciale: durante l'ultima glaciazione, infatti, il ghiacciaio Abduano, ovvero del fiume Adda, raggiunse l'odierna Brianza; le antiche morene del ghiacciaio sono ora le colline della Brianza e sono ben riconoscibili dalla caratteristica forma arcuata; alle spalle di queste il ghiacciaio, ritirandosi ha scavato delle conche, che sono poi state riempite dai laghi.

Dal punto di vista orografico esso si distingue in tre dorsali: le prime due sono pressochè parallele e comprendono le cime del Boletto, Bollettone, Monte Croce e Palanzone a ovest e dei monti Cornizzolo, Rai, Prasanto, Corni di Canzo, Moregallo a est, separate dalla Valbrona e dalla Valassina (la valle di Asso). Mentre la prima ha un aspetto di tondi panettoni, coperti di boschi fino a una certa quota e con le cime per lo più spoglie e occupate da prati, residuo dell'antica pastorizia, il sistema orientale presenta vette rocciose ammantate di boschi fino alla base delle pareti. Nonostante le quote non molto elevate esse  presentano anche interessanti vie di roccia e ferrate, da  affrontare solo se tecnicamente preparati.

Il terzo gruppo è quello che ha nel Monte S. Primo la cima più elevata della zona (m. 1686) e la cui dorsale settentrionale digrada abbastanza ripidamente fino ai 200 m. di quota del lago presso Bellagio, sita sulla “punta” del Triangolo e giustamente definita perla del Lario. Questo terzo settore è separato trasversalmente (direzione ovest-est) dagli altri due dalla Colma di Sormano e dal Pian del Tivano. Entrambe le zone sono molto frequentate ed offrono numerosi spunti per una giornata all'aperto, tra agriturismi e ristorantini, ampi spazi prativi dove prendere il sole ed il piccolo osservatorio astronomico di Sormano con il suo telescopio solare e le numerose attività.

www.osservatoriosormano.it  

In genere il gruppo del S. Primo può essere considerato la continuazione della dorsale del Boletto-Bolettone, tanto che i due gruppi sono collegati ed attraversati da un bel trekking che in una decina di ore collega Brunate a Bellagio: la traversata del Triangolo Lariano, che si può spezzare in due giorni con pernottamento o presso il Rif. Riella al Palanzone, o (più centrale) in una delle strutture a Pian del Tivano, con salita a Brunate via funicolare e ritorno a Como via lago. I due gruppi sono stati qui separati in considerazione delle vie d'accesso.   

Le vie d'accesso a tutto il settore infatti sono comode e abbastanza scorrevoli: oltre alle due strade lungo lago che raggiungono Bellagio da Lecco (versante est) e da Como (versante ovest), il Triangolo Lariano può essere anche attraversato nel senso della lunghezza, da Canzo-Asso proseguendo sulla SP 41 in direzione di Sormano e di Magreglio. Subito dopo Asso una diramazione a destra riporta verso il lago all'altezza di Onno, passando per la Valbrona, mentre risalendo il pendio si incontra un'ulteriore biforcazione. Svoltando a sinistra si sale a Sormano, Rezzago e al Pian del Tivano, da cui si può discendere al lago (ramo di Como) all'altezza di Nesso. Proseguendo invece sulla SP 41 si passa accanto alla bellissima chiesa di S. Alessandro (monumento nazionale, risalente al  XI-XII secolo con affreschi del XVI-XVII), si raggiungono Barni e  Magreglio e si scollina presso il Ghisallo, dove sono la chiesetta della Madonna sacra ai ciclisti e che ospita alcuni cimeli e il museo del ciclismo e da dove sulla sinistra si stacca la strada per Piano Rancio, dove sono le sorgenti del Lambro. Proseguendo lungo la strada principale, si scende, tra meravigliosi panorami, fino a Bellagio.   

Come si è detto, dal punto di vista geologico anche il Triangolo Lariano è di origine prevalentemente sedimentaria, il che spiega diversi fenomeni carsici, presenti soprattutto nell'area del Pian  del Tivano (doline e inghiottitoi) e del  sasso Malascarpa (fossili e campi solcati) presso i Corni di Canzo, nonchè la presenza al suo interno di tutto un sistema di grotte e cunicoli, in gran parte ancora inesplorate: l'ossatura  è formata da rocce calcaree di origine marina (chiamate Maiolica, bianche, compatte e ben stratificate), mentre superiormente si possono trovare altre rocce sedimentarie con una certa componente argillosa, che le rende grigiastre e più friabili (calcari marnosi).

 

www.triangololariano.it

Alla voce “Vai alla voce Triangolo Lariano” si apre un portale con una ricca lista di categorie (dalla ristorazione e ricettività, alle escursioni, passeggiate e trekking, dai trasporti ai monumenti da vedere naturali e non)

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