S. Tomaso
partenza: Valmadrera (Lc)
carta Kompass n 91, Lago di Como, Lago di Lugano, oppure, Kompass n 105, Lecco – Valle Brembana
da Milano: SS 36 Valassina fino al lago di Annone; uscire a Lecco lungolago- Oggiono - Civate e tenendo la sinistra imboccare la vecchia strada per Lecco. Superare la prima rotonda, uscire a Valmadrera-zona industriale, attra-versare con sottopasso la statale, allo stop svoltare a destra verso monte (a sinistra si riprende la superstrada), superare la rotonda (seconda uscita) ignorando le indicazioni a destra per il centro di Valmadrera. All'incrocio (chiesa davanti sulla sinistra) svoltare a destra in via S Rocco prima, via A. Manzoni poi; all'altezza di alcuni cartelli alti di divieto di accesso svoltare a sinistra verso monte (indicazioni per S. Tomaso) e poi a destra. Proseguire sulla strada che con alcuni tornanti porta alla Frazione Belvedere. Parcheggio molto ridotto. In alternativa si può parcheggiare un po' più in basso lungo la strada, ma facendo molta attenzione ai cartelli di divieto di sosta: le multe non sono infrequenti.
segnavia: n° 3
dislivello: 300 m.
tempo: 50 - 55'
acqua: si (al bivio dov'è la cappellina con una Madonna e poco prima dell'arrivo presso due casette a destra lungo il sentiero)
descrizione: dal parcheggio si prende la strada che sale e dopo un primo tratto più ripido in dieci minuti porta a un bivio con una cappellina dal tetto spiovente. Si prende a sinistra la carrareccia acciottolata che con andamento lento e senza possibilità di errori porta in una quarantina di minuti a S. Tomaso. La strada costeggia a tratti un piacevole tor-rente e permette alcune deviazioni: infatti i volontari della SEV (Società Escursionisti Valmadrera) hanno restaurato alcune strutture rurali e messo delle specifiche indicazioni in merito, quali un casello del latte (che serviva per la conservazione) a sinistra presso il torrente subito dopo un nucleo rurale posto su una curva della strada, e, quasi all'arrivo, sulla destra, un crotto, che serviva alla conservazione dei cibi. Un'altra breve deviazione è rappresentata dall'indicazione “sentiero marmitte dei giganti”, che, scendendo a sinistra poco prima della cascata e del ponticello in cemento, porta a un pannello che spiega la formazione di queste vasche più o meno ampie; da lì attraversando il torrente si può raggiungere S. Tomaso anche lungo il sentiero nel bosco.
n° utili e punti di appoggio: nella parte a monte della struttura rurale ristoro S. Tomaso 337-140745, gestito dall'OSA, aperto domenica e mercoledì (inverno chiusura ore 16.30). Sede OSA 0341.202447 martedì e venerdì 21.00 – 22.30 sede.osa@tin.it. Nella parte a valle della struttura rurale Agriturismo Rusconi 3280603377, sempre aperto, ma con obbligo di prenotazione per mangiare (in settimana solo per gruppi di minimo 4-5 persone). Molte info sulle strutture rurali sul sito: www.santomaso.it;
note e curiosità: a S.Tomaso il vecchio borgo rurale è stato recuperato e ristrutturato; oltre al sapore della montagna rustica di una volta, dato dagli animali, dalle pannocchie appese a seccare, dagli attrezzi appoggiati ai muri, dalle panche sotto i pergolati, è stato allestito un piccolo e interessante museo etnografico. Inoltre all'arrivo del sentiero si trova il luogo di un'antica calchèra: manufatto per la produzione della calce tramite cottura di pietre calcaree (pannello didattico). Proseguendo lungo la mulattiera acciottolata e passando accanto ai tavoli in 20 min. si arriva al cosiddetto Taja sàs (Taglia sassi), dove fino alla seconda guerra mondiale si tagliavano in lastre squadrate i massi erratici1 di serpentino (pannello didattico). Accanto al complesso rurale principale un altro edificio ospita il Museo della Vita Contadina di S Tomaso, aperto da marzo a novembre la prima e la terza domenica del mese 10.00-12.00 e 13.30-17.00, 1€ dai 10 anni in su. A orlare il balcone affacciato sul lago e sul Resegone ci sono infine i famosi mandorli di S Tomaso. Il periodo ideale per salire è quando fioriscono, normalmente in marzo, anche se dipende dalla stagione (a volte a febbraio altre anche ai primi di aprile), per godere del tocco di lieve e turgido colore che essi danno ai colori già tersi delle prime giornate di primavera.
Prosecuzioni: mentre i piccoli giocano sui prati per qualche genitore che ha ancora voglia di “sgambare” non mancano le possibilità: al Monte Prasanto (m. 1244) o al vicino Monte Rai (m. 1259) proseguendo verso est (dritti arrivando a S. Tomaso per la mulattiera – indicazioni, segnavia 1) con la possibilità di scendere per la Colma sotto i Corni di Canzo (sentiero n 4); alla Colma direttamente (subito a destra su per il pendio erboso appena giunti a S Tomaso – indicazioni – segnavia 4) oppure a ovest verso la Bocchetta di Sambrosera (m. 1110) e il monte Moregallo (m. 1276 – per esperti) sul segnavia n 5.