top of page

Secondo la nuova classificazione delle Alpi, le “vecchie” Alpi Retiche, comprese tra il Passo dello Spluga a ovest e quello del Brennero a est, vengono divise in base alla diversa conformazione geologica in Retiche occidentali, Retiche Orientali e Retiche meridionali. In questa sezione si è preso in considerazione il primo gruppo, ovvero la porzione tra il Passo dello Spluga e lo Stelvio. Tuttavia, dati gli elevati tempi di percorrenza per raggiungere  l'Alta Valtellina, gli itinerari si limitano alla Valle di S. Giacomo e alla Bassa e Media Valtellina. L'andamento della catena infatti ha una direzione est-ovest e comprende, per il settore qui considerato, due valli principali e parallele tra loro (Valtellina ed Engadina), una importante valle trasversale (la valle di S. Giacomo che da Chiavenna porta allo Spluga) ed alcune valli laterali, anch'esse trasversali e quindi con andamento genericamente nord-sud (Val  Masino, Valmalenco).

Il nome della vallata principale pare derivare dal paese di Teglio (Tellina Vallis, valle di Teglio), borgo posto circa a metà della valle e sin dalla preistoria importante centro, data la felice posizione dominante su un terrazzo glaciale e il clima ed il terreno favorevoli alle colture.

La struttura geologica principale del settore è formata da cristallini, rocce molto antiche di origine vulcanica, generatesi dal lento raffreddamento del magma. Ciò spiega sia la morfologia, che le quote molto elevate della maggior parte delle cime: molte di esse superano i 3000 metri, mentre il Pizzo Bernina con i  suoi 4049 m. vanta il primato del  quattromila più orientale. Anche la morfologia e l'idrografia sono molto diversi rispetto alle Prealpi: prevalgono spigoli e pareti quasi verticali (celebre lo spigolo nord-est del Pizzo Badile) ed apparentemente lisce; in genere mancano i ghiaioni di tipo dolomitico, mentre ci sono accumuli o di blocchi grossi e squadrati o a forma di falde sottili, oltre agli accumuli di origine glaciale, cioè le antiche morene (Valmalenco); i sentieri stessi sono spesso tagliati a gradoni o attraversano zone di grossi massi (Val di Mello).  C'è abbondanza d'acqua sia sotto forma di torrenti e fiumi, che di laghi e cascate, oltre ai ghiacciai, perché le rocce del substrato sono impermeabili. 

All'interno di questo basamento si è successivamente inserito un massiccio sempre di origine magmatica, che ha creato una roccia e un gruppo montuoso del tutto particolare: il massiccio intrusivo del gruppo Màsino-Bregaglia, che forma vette compatte e lisce come il Pizzo Cengalo e il Pizzo Badile

Inoltre, in seguito all'orogenesi, ovvero al processo di formazione delle montagne, oltre alle rocce magmatiche c'è anche una certa abbondanza di  rocce metamorfiche, ossia derivate da rocce preesistenti, sottoposte, durante i movimenti della crosta, ad altissime temperature (il marmo ad esempio è calcare “cotto”) e/o ad altissime pressioni. Ne sono un esempio la pietra ollare e le piode della zona di Chiavenna o le serpentiniti e l'amianto della Valmalenco. Infine può capitare che in alcuni punti siano rimasti dei lembi di rocce sedimentarie che avevano successivamente  coperto la zona e  che in buona parte sono scomparse a causa dell'erosione.

Le valli principali di cui si è detto, sono percorse, come è ovvio, da importanti fiumi: la Valtellina dall'Adda, che nasce presso il passo dell'Alpisella, vicino allo Stelvio, la percorre interamente, forma il lago di Como, ne esce e diventa importante affluente del Po; la val Chiavenna dal fiume Mera, che nasce nella Bregaglia svizzera,  percorre  quella italiana, piegando a sud all'altezza di Chiavenna, forma il lago di Novate Mezzola e la zona umida di Pian di Spagna, per poi finire anch'esso nel lago di Como; l'Engadina infine è percorsa, in direzione est dall'Inn, che nasce sopra il passo Maloja, al Pass Lunghin (si veda l'introduzione all'Engadina) e finirà nel lontano Danubio.  

Le vie d'accesso ricalcano dunque le vallate principali: la SS 38 percorre la Valtellina partendo dalla fine del lago di Como (zona Fuentes, dov'è un centro commerciale, comodo per gli acquisti alimentari dell'ultimo minuto, ma anche per un caffè e una pipì), fino a Bormio e allo Stelvio; da essa si staccano le strade locali che risalgono le vallate su entrambi i versanti: in particolare all'altezza di Ardenno per la Valmasino e Val di Mello e a Sondrio per la Valmalenco, mentre a sud due importanti valichi sono il Passo S. Marco che mette in comunicazione Morbegno in bassa valle con la Val Brembana, e il passo dell'Aprica che collega la media Valtellina con la Valcamonica (Edolo).

Restando invece sulla SS 36, la superstrada che costeggia il lago di Como, si risale la Valchiavenna fino all'omonimo paese, dove le valli (e le strade) si biforcano: verso nord-ovest si risale la valle di S Giacomo fino al passo dello Spluga, mantenendosi sempre sulla SS 36, mentre piegando a est (destra arrivando dalla pianura) si imbocca la val Bregaglia, divisa tra una parte italiana e  una svizzera (confine presso Villa di Chiavenna) e, superando il passo del Maloja si approda in Engadina. 

www.valtellina.it


 

1) Intrusivo: a raffreddamento interno alla crosta terrestre.  


2) Le Alpi e in genere tutte le catene montuose, sono oggi come le vediamo in seguito a 3 momenti formativi ben diversi: la litogenesi, ovvero il momento di formazione delle rocce che le compongono; l'orogenesi, il momento vero e proprio di formazione della catena montuosa, ovvero il suo sollevamento; ed infine la morfogenesi, il momento di formazione dell'aspetto attuale, con i fenomeni di erosione ed accumulo di materiale.

bottom of page