Corni di Canzo: S. Miro al monte
partenza: da Canzo (Co) – Fonte Gajum
carta Kompass n 105 Lecco Valle Brembana oppure
Kompass n 91 Lago di Como, Lago di Lugano
da Milano: strada Valassina fino all'uscita Bergamo-Como. All'uscita svoltare a sinistra per Como e proseguire oltre la rotonda. Sempre dritto superando diverse rotonde e dopo una breve discesa su un ponte che supera la ferrovia alla rotonda proseguire dritto verso il semaforo (la strada principale prosegue per Como piegando a destra). Al semaforo dopo il castello di Casiglio (ristorante) proseguire dritti. Seguire la strada fino a Pontelambro e poi Canzo. Alla rotonda alla fine del rettilineo svoltare a sinistra (a destra si va in centro) e poi subito a destra all'altezza di un supermercato. Seguire le indicazioni per Fonte Gajum. Parcheggio: la domenica rischia di essere pieno e la strada viene transennata all'uscita del paese. Raggiungibile anche in treno: ferrovie Nord Milano, linea per Asso, fermata Canzo. Dalla stazione ferroviaria, tuttavia, i tempi di percorrenza si allungano notevol-mente. In alternativa si può arrivare da Erba (uscita della Valassina) e poi seguire le indicazioni per Canzo.
segnavia: n° 2
dislivello: 120 m. tempo: 30'
acqua: si (Gajum e S. Miro)
descrizione: dalla fonte prendere la mulattiera che proseguendo più o meno in piano porta all'ultimo parcheggio: è il sentiero geologico che illustra con pannelli didattici le rilevanze geologiche e geomorfolo-giche del percorso come i tipi di rocce e affioramenti, i massi erratici portati dal ghiacciaio nel Quaternario e più su le marmitte dei giganti, ossia vasche più o meno grandi scavate nel torrente da grossi massi sempre durante la glaciazione. Dall'ultimo parcheggio la strada prosegue a sinistra , oltre la sbarra che impedisce il passaggio delle auto e passando accanto ad alcuni larici sulla destra. Si prosegue in leggera salita superando tre ponti, finchè dopo una breve salita si trova un bivio (cartelli): proseguendo dritti con una breve discesa e l'attraversamento di un ponticello, si arriva al rifugio Terz'alpe (vedi itinerario seguente), mentre continuando a destra la carrareccia termina poco sopra sul terrazzo dove si trova il santuario dedicato all'eremita, addossato alla parete rocciosa. Il ritorno avviene per la stessa strada.
n° utili e punti di appoggio: Albergo ristorante Sorgente, presso fonte Gajum, tel. 031.681119. Chiuso il mercoledì.
prosecuzioni: da S. Miro sale un sentiero ripido e non sempre ben segnato che porta al Monte Cornizzolo. Se si ha ancora voglia di camminare si può tornare in breve al bivio precedente e prendere il sentiero a destra per Terz'alpe (vedi itinerario seguente). Calcolare un'ora dal bivio.
note e osservazioni: i ruderi in parte recentemente risistemati di Second'alpe, presso i quali si passa scendendo dal Terz'alpe per la carrareccia, sarebbero, secondo la tradizione, la casa natale di S. Miro. I genitori lo concepirono in età avanzata e per questo gli diedero nome Imiro, (ossia nato in modo straordinario). Orfano di madre, il padre, riconoscendogli la vocazione alla vita solitaria, lo affidò a un eremita della zona. Il nome di S. Miro è legato all'acqua, in diverse zone d'Italia, dove egli compì miracoli durante il suo viaggio a Roma. Tornato a Canzo fu accolto benevolmente e si ritirò nuovamente nella grotta, ancora visibile di fronte al complesso monastico, accanto alla fonte che pare sia uno dei suoi miracoli. L'iconografia tradizionale rappresenta uno degli ultimi episodi della sua vita: l'attraversamento del lago di Como sopra il suo mantello, per raggiungere Sorico, dove morì nel 1381 a 45 anni. L'eremo risale invece alla metà del XVII secolo (1643-1660); i terrapieni ancora visibili servirono all'agricoltura di sostentamento della piccola comuni-tà che lo abitò fino al 1810.



