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COME VESTIRSI  E COSA PORTARE

Tutti gli itinerari sono semplici e ben individuabili, pertanto non è necessaria un'attrezzatura parti-colare. Occorre tuttavia avere sempre con sé un indumento per ripararsi dalla pioggia: una mantella, un k-way o una giacca in gore-tex o altro materiale impermeabile, anche quando si parte in condizioni di bel tempo apparentemente stabile.

Specie d'estate, infatti, il temporale pomeridiano è sempre “in agguato”. Anche per questo è buona norma non partire troppo tardi la mattina, per essere già sulla strada del ritorno nel momento in cui la pioggia è più probabile.

Benchè poco pratico, potrebbe essere utile un piccolo ombrellino. Alcuni itinerari più comodi, su carrareccia o mulattiera, infatti, possono essere percorsi anche con l'ombrello. In altri casi, tuttavia, può essere d'intralcio.

Fondamentali per la sicurezza sono le calzature: devono essere in materiale impermeabile, abbastanza alte da proteggere la caviglia e con la suola a carroarmato, meglio se in materiale Vibram o altro similare, che hanno una migliore tenuta sul terreno accidentato, soprattutto quando bagnato. Le scarpe da ginnastica, oltre a non essere impermeabili in caso di pioggia o di guado (1), sono foriere di storte e cadute. Da ricordare che le radici degli alberi quando sono bagnate sono molto scivolose, come pure i sassi degli acciottolati, specie se coperti dalle foglie.

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L'abbigliamento deve essere comodo e a strati. Una maglietta manica corta -ed eventualmente un ricambio- con un maglione o un pile anche nella bella stagione, dipendentemente dalla quota: il cambio di condizioni meteo, l'arrivo su una forcella o la presenza di vento possono far sentire freddo anche in agosto. Pantaloni comodi e morbidi: sconsigliati i jeans, ottimi invece i modelli con le cerniere che consentono di “accorciarli” all'occorrenza. Tuttavia non sempre il pantalone corto è l'ideale d'estate: si può passare in una zona di erbe con ortiche o rovi o ci si può scottare senza rendersene conto.

Nello zaino può essere utile avere: un coltellino multiuso, dei cerotti, un foulard (utile per il freddo, il vento, il sole, ma anche per una fasciatura d'emergenza), una piccola torcia elettrica con pile di ricambio, un piccolo e leggero binocolo per osservare gli animali. Per contenere l'acqua in alternativa alla classica borraccia in metallo -per altro ora in materiali molto leggeri – vanno benissimo anche le bottigliette in plastica, anche da mezzo litro, con cui si riesce a bilanciare meglio il peso; conviene accertarsi che i tappi chiudano bene. In caso si vada a quote maggiori, è bene avere sempre anche un paio di guanti e un berretto o una fascia in pile. Ovvia la macchina fotografica: anche se il tempo non è “da cartolina”, i ricordi hanno sempre la loro importanza.

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Se l'attrezzatura e l'equipaggiamento che si porta è notevole (può essere che il papà porta lo zaino per tutti!) fondamentale è la sua preparazione:  innanzi tutto deve essere bilanciato; gli oggetti più pesanti vanno messi in alto, per scaricare meglio il peso e risultare più leggeri; l'acqua può essere distribuita, come detto, in due bottigliette nelle tasche laterali -se ci sono; cibo e panini possono stare in basso, mentre abbastanza a portata dovrebbe essere il necessario per coprirsi in caso di pioggia. Importante anche regolare le fibbie degli spallacci e il cinturone, una volta calzato lo zaino: più sono stretti, più lo zaino aderisce bene alla schiena e risulta meno pesante. L'ideale sarebbe avere un buono zaino: ormai se ne trovano a prezzi ragionevoli e i vari zainetti regalati con la raccolta a punti di turno, oltre a non essere molto capienti, non sono pensati per la montagna e fanno sentire molto di più la fatica rispetto a uno ben fatto. Uno zaino da montagna infatti ha il cinturone e gli spallacci imbottiti e regolabili; talvolta ha anche un'altra fibbia all'altezza del petto; la forma è ergonomica, il tessuto resistente e impermeabile e spesso sono dotati di molte tasche e laccetti interni ed esterni per avere ogni cosa a portata di mano. Alcuni hanno il coprizaino (2) incorporato, ma se ne può anche comprare uno separato con poca spesa. A mio avviso sono più pratici gli zaini con la cupolina, non solo perché di solito essa fornisce due tasche in più (una interna e una esterna), ma anche perché consente di tenere all'esterno, di traverso, un maglione o la giacca, senza doverli necessariamente infilare dentro. La capienza si misura in litri: per gite di una giornata con la famiglia sono sufficienti zaini da 30l., ma in qualsiasi buon negozio di sport il commesso vi saprà consigliare.

Dato il tipo di percorsi e di sentieri, con pendenze in genere modeste, è superfluo l'uso dei bastoncini telescopici. Invece non si dovrebbe mai andare per monti senza una carta escursionistica della zona, utile anche per orientarsi con le montagne che ci circondano. Per essere utile deve avere una scala di 1:50.000 o 1:25.000 (significa che un centimetro sulla carta corrisponde a 25.000 cm. nella realtà, ossia a 250 m.); quelle a scala inferiore (cioè superiori a 1:50.000) sono meno dettagliate. Tutte le carte sono sempre orientate con il nord in alto. Le carte della Kompass sono le più diffuse, relativamente alla zona descritta, tuttavia passando agli uffici del turismo, ai centri visita dei parchi o a volte alle sedi delle comunità montane si possono trovare dei pieghevoli che, seppure più ristretti come area coperta, sono più dettagliate e gratuite.   


 1 Attraversamento di un torrente in un punto abbastanza basso, senza bisogno di un ponte.


 2 Guscio in tessuto impermeabile da far aderire allo zaino in caso di pioggia. Se si ha una mantella, può bastare questa  a proteggere anche lo zaino.

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